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mercoledì 13 marzo 2013

TARTE TATIN

Una tarte tatin alle pere che ha mi dato grandi soddisfazioni nel suo essere molto easy...

In una teglia ho sciolto 30 grammi di burro con 50 grammi di zucchero di canna, quando ho ottenuto la consistenza del caramello ho aggiunto 2 pere affettate, e le ho lasciate cuocere per 10 minuti.

Ho nel frattempo preparato la pasta "simil sfoglia" mettendo nel mixer 200 grammi di farina tipo 0, 3 cucchiai di zucchero, 150 di burro congelato a pezzetti piccoli, un cucchiaino di sale, ed ho aggiunto acqua ghiacciata (circa un bicchiere) fino ad ottenere una consistenza morbida.
Ho lasciato riposare la pasta in frigorifero per mezzora, per dare il tempo anche alle pere di raffreddare.

Ho steso la sfoglia ed ho ricoperto le pere disposte a raggiera nella teglia.

Infornato la torta a 160 ° per quaranta minuti.

La pasta si è gonfiata molto, quando l'ho rigirata nel piatto era piuttosto infossata, ma davvero ottima.

Sicuramente da replicare!

lunedì 4 marzo 2013

CHEESECAKE PERFETTO - parte 1

Eccomi qui alla ricerca del Cheesecake perfetto ...

Vorrei trovare la giusta combinazione di fragranza, profumo, morbidezza, dolcezza, freschezza, e vorrei ricreare la stessa atmosfera Newyorkese che c'era quel giorno sulla 2nd Avenue.

E' vero che manca l'ingrediente principale : New York...  ma forse ce la possiamo fare

Partirò da una cheesecake al cioccolato

Ho triturato 100 grammi di fette biscottate ai cereali con 100 grammi di frollini al malto, ed ho mescolato il tutto con 50 grammi di burro fuso.

Ho creato la base della cheesecake compattando il composto sulla carta forno circondata da un anello di metallo diametro 20 cm, ed ho messo il tutto in frigorifero.

In una terrina ho dapprima montato 2 tuorli con 50 grammi di zucchero, ho poi aggiunto 150 grammi di ricotta. Dopo aver bena amalgamato ho inserito 100 grammi di cioccolato extrafondente già sciolto a bagnomaria ed infine 2 albumi montati a neve fermissima, mescolando delicatamente dall'alto in basso.

Ho versato il composto sulla base di biscotti ed ho infornato a 160° forno statico per mezz'ora.

Va lasciata in frigorifero un paio d'ore prima di mangiarla.

La base di biscotti era troppo friabile .. aumenterò sicuramente il burro per legare, nel complesso il risultato è stato discreto.





lunedì 11 febbraio 2013

IS APPLE PIE BRITISH OR AMERICAN?

Sono incappata nell'annosa questione : Is Apple Pie British or American?
Ed ancora non ho la risposta.. .anche se ho da sempre la profonda convinzione che l'Apple Pie sia un copyright di Nonna Papera! 

Esistono tantissime ricette e versioni, ed io naturalmente ne ho fatto una rivisitazione molto personale: ho volutamente ridotto gli ingredienti a mio avviso riducibili (burro e zucchero) perchè ho scoperto che la preferisco Light, mi piace molto di più. 

Inoltre ho assolutamente bandito la cannella perchè non la amo proprio per niente (tutta colpa di quella volta che assaggiai un'Apple Pie in un isoletta sperduta della Grecia.. ma questa è un'altra storia)

Solitamente impasto 300 grammi di farina con 70 grammi di burro freddo a pezzetti, 2 tuorli d'uovo, 70 grammi di zucchero e 2 cucchiai di acqua ghiacciata.
Ottengo una pasta elastica che stendo immediatamente in due dischi di uguale misura, sottilissimi, e che metto in frigorifero per una decina di minuti, uno già posizionato nella teglia, l'altro semplicemente steso sulla carta forno. 

A questo punto prendo 5 mele golden, le taglio a cubetti di 1 cm e le spolvero con 1 cucchiaio di farina, mescolando molto bene. 

Riprendo la mia teglia, riempio con i cubetti di mela e copro con l'altro disco di pasta, sigillando bene i bordi, tagliando l'eventuale pasta in eccesso (che uso per decorare). 

Imporantissimo bucherellare la superficie con una forchetta per far fouriuscire il vapore durante la cottura. 



Inforno a 160° forno statico per circa 30/35 minuti. 


L'apple pie è il mio CONFORT FOOD.. 



mercoledì 6 febbraio 2013

PASTA SFOGLIA SEMPLICISSIMA


... seguendo i vagabondaggi culinari di Artemisia non si sbaglia mai.
Sono rimasta folgorata dalla sua sfoglia napoletana, pura espressione di un'accurata ricerca nel tempo e nello spazio.

Propongo la mia versione, utilizzata per fare una torta salata.

Per la pasta ho seguito pedissequamente Artemisia con 300 grammi di farina, 6 cucchiai di burro fuso, un pizzico di sale, un uovo intero, un pizzico di zucchero, ed acqua calda.
Ho lavorato per 5 minuti e lasciato riposare per 10 minuti sotto una ciotola calda.
Ripreso l'impasto nell'ordine ho:
  • steso la sfoglia sullo strofinaccio
  • spennellato
  • tirato su
  • lasciato ricadere
  • arrotolato
  • messo in frigo mezz'ora
  • tolto dal frigo
  • tagliato
  • arrotolato le due metà a mo' di girandola


E arrivata a questo punto mi sono permessa di abbandonare le "girandole" in frigorifero per una nottata intera.

Il ripieno che ho utilizzato è stato (lasciato raffreddare prima di riempire la pasta):
  • un sedano rapa tagliato a dadini, cotto a vapore per una decina di minuti, condito con un cucchiaio di olio d'oliva extravergine
  • qualche dadino di pancetta lucana degrassata ed abbrustolita in padella fino a renderla croccante
  • una manciata di rosmarino secco
  • qualche pezzetto di formaggio Gorgonzola 




Nello stendere la pasta i segni dell'arrotolamento con mio grande rammarico sono spariti quasi completamente, ma in cottura la girandola si è riproposta con enfasi, tanto da rallegrarmi !!

E brava Artemisia io sto già penando ad una nuova versione....





martedì 29 gennaio 2013

GRISSINI INTEGRALI


Riavvicinarsi ai fornelli in punta di piedi, silenziosamente, con mooolta calma... partendo da questi Grissini Integrali.

Soltanto alla fine mi sono resa conto che ne ho fatti veramente pochi, quindi assolutamente da ripetere con dosi maggiorate !! 

Ho utilizzato:
50 grammi di farina tipo 0
50 grammi di farina di manitoba
50 grammi di farina integrale
50 grammi di farina di segale

Ho sciolto un quarto di cubetto di lievito di birra in mezzo bicchere di acqua tiepida, e l'ho aggiunto alle farine mescolate.

Ho impastato il tutto aggiungendo 3 cucchiai di olio extravergine di oliva ed acqua fino a quando l'impasto è diventato elastico.

Ho coperto con un panno e lasciato lievitare per un'oretta al caldo (ndr: vicino al calorifero).

Ho ricavato dall'impasto una ventina di grissini, lunghi e sottili, spennelati d'olio e infornati a 180° per 20 minuti. 

 

venerdì 16 aprile 2010

IL MISTERIOSO PANBISCOTTO...



Udite udite: finalmente svelato il mistero delle Gariella's breakfast

Dopo tanti anni finalmente siamo usciti dal tunnel...

La curiosità che ci accompagna dalla notte dei tempi finalmente è stata soddisfatta...

Siamo entrati anche noi nella ristrettissima cerchia degli aventi diritto ad un sacchetto di "Panbiscotto D.O.C. made in Alfianello" - gentilmente omaggiato da Gabriella!!!

Proviamo a descriverlo: è un pane grattuggiato che pane non è... giust'appunto è panbiscotto!

Ha un profumo intenso di... "panbiscotto" e ha un sapore intenso come di... "panbiscotto" !!

E come si usa? bè pensato e concepito per una fantasmagorica zuppetta mattutina nel latte !!!

E qui cominciano i problemi...

Il solo pensiero di avvicinarmi ad una tazzona di latte caldo mi da i brividi.. nel senzo che sarebbe per la sottoscritta una vera tortura !!!

Indi per cui ecco come ti riclo il "panbiscotto":

Per la base:

50 grammi di burro
10 cucchiai di "Panbiscotto"
10 amaretti sbriciolati
2 cucchiai di miele

fondere il burro e mescolarlo a tutti gli altri ingredienti.
Stendere in una teglia il composto e compattarlo con un cucchiaio e mettere in frigorifero.

Montare 2 tuorli d'uovo con 60 grammi di zucchero fino a gonfiare bene il composto, sciogliere 50 grammi di burro con 150 grammi di cioccolato extra fondente, e unire ai tuorli.
Aggiungere 5 cucchiai di farina e mescolare.
Incorporare con delicatezza 1 albume montato a neve.
Versare il composto nella teglia sopra il "panbiscotto" e infornare a 180° per mezz'ora.



Sul gradimento rassicuriamo Gabriella... mentra sull'utilizzo improprio del "Panbiscotto" chiediamo clemenza e confido saremo perdonati!!!

giovedì 1 aprile 2010

I MIEI PRIMI MUFFINS




alla fine ho ceduto e li ho fatti...

non sono tra i miei dolci preferiti, ma la curiosità di provare ha vinto sul resto.

I muffins nascono da un'alchimia:
prima la mescita rigorosamente separata degli ingredienti secchi da una parte e degli ingredienti umidi dall'altra parte;
poi l'unione di due composti;
il riempimento degli stampini per metà;
via nel forno per 20 minuti;

gli ingredienti secchi nel mio caso erano: 200 grammi di farina, 80 grammi di zucchero, un cucchiaino di cremor tartaro

gli ingredienti umidi: 2 uova, 150 ml di panna, 75 grammi di cioccolato fondente 70% e qualche chicco di caffè rivestito di cioccolato.




... e come per magia la colazione è pronta!



mercoledì 31 marzo 2010

99 COLOMBE

Sono arrivate in tutto il loro splendore!!!





martedì 30 marzo 2010

ALFAJORES DE MAIZENA

In realtà mi sono sempre crogiolata nel ricordo di quel sapore, e di quella consistenza tipica ... non fosse stato che Wennycara mi ha quasi "invitato" a provarci...



Ecco qui la mia versione dei mitici Alfajores de maizena:

300 grammi di Maizena
150 grammi di farina bianca 00
1 bustina di cremor tartaro
200 grammi di burro
100 grammi di zucchero
1 uovo intero più 1 tuorlo
1 bacca di vaniglia
2 cucchiaini di cacao amaro

Nel mixer inserire il burro con lo zucchero e lavorare fino ad ottenere una crema liscia.
Unire l'uovo e il tuorlo e i semi della bacca di vaniglia ed amalgamare bene.

Aggiungere poco alla volta la maizena e la farina nella quale avremo setacciato il cremor tartaro ed il cacao.

Formare con l'impasto una palla e mettere in frigorifero a riposare per qualche ora.

Stendere l'impasto e tagliare dei dischetti (io li ho fatti con diametro 4 cm, ma più piccoli sono sicuramente più maneggevoli!) metterli su una teglia coperta da carta forno, e cuocere per 10/12 minuti a 180°.

Una volta sfornati i biscotti, lasciarli raffreddare completamente prima di farcirli.

Vanno quindi spalmati delicatamente (sono molto friabili) con dulce de leche e accoppiati.

Volendo si possono spolverare con zucchero a velo, oppure immergere nel cioccolato fuso per ottenere una copertura fondente.

Io li ho lasciati "nature" !!!


lunedì 29 marzo 2010

POLPETTINE TONNO LAST MINUTE

Continua la saga della DONNA MODERNA in mille faccende affaccendata:

ho lessato 2 patate, le ho schiacciate, ho aggiunto una scatoletta di tonno, un pezzetto di fontina sminuzzato, un trito di prezzemolo, aggiustato di sale.

Formato delle polpette e cotte in forno per 10 minuti, giusto il tempo di sciogliere il formaggio.



Se qualcuno ti invade la casa per un aperitivo e a parte un buon prosecco non sai cosa offrire!!

venerdì 19 marzo 2010

LA CROSTATA DAI BORDI PERFETTI

.. dico ma avete presente?

dei bordi così spettacolari non s'erano visti mai nelle MIE crostate!!!

Evidentemente è una questione ancestrale... difficilmente spiegabile scientificamente!!

200 gr. di farina bianca
70 grammi di burro a temperatura ambiente
50 grammi di zucchero grezzo di canna
1 uovo intero
la scorza grattuggiata di 1 limone bio

tutto impastato il meno possibile, subito in frigorifero per 1 ora.

Stesa la frolla nella tortiera con i bordi imburrati e infarinati
Farcita semplicemente col dulce de leche de coco, qualche amaretto sbriciolato e qualche chicco di caffè rivestito di cioccolato.



che resti fra noi, ma...
non fosse stato per questi bordi perfetti
che sono e resteranno unici,
probabilmente mai avrei pubblicato questa torta....

mercoledì 17 marzo 2010

DULCE DE LECHE DE COCO...

Da bambina rimasi letteralmente folgorata dagli "alfajores de maizena" che mi portarono dall'Argentina..

e rimasi ancor più folgorata da quel barattolone bianco da 1 kg. di "dulce de leche", che mi mangiai a cucchiaiate!!

E gli anni sono passati, sono cresciuta e non ho mai più assaggiato questi dolci...

fino al ... 2007 durante il mio viaggio in Argentina..

Studiai il percorso in modo da far tappa a Santa Fe capitale degli alfajores e del dulce de leche..

e che cosa sono andata d assaggiare? il "dulce de leche de coco"

Quindi, mi sono cimentata.. il risultato è soddisfacente (mai come quello "vero")

Una lattina di latte di cocco (165 gr.)
50 grammi di zucchero di canna
la scorza grattuggiata di 1 limone bio
1 cucchiaino di bicarbonato

Ho messo lo zucchero in un pentolino facendolo caramellare, poco prima che si scurisse ho aggiunto il latte di cocco ed ho cominciato a mescolare.
Ho aggiunto il bicarbonato che ha creato un po' di schiumetta che in cottura si è dissolta.
Dopo circa un'ora si ottiene la densità tipica del dulce de leche.
Prima di togliere dal fuoco ho messo la scorza grattuggiata del limone, perché mi sembrava richiamasse il sapore
del Dulce assaggiato a Santa Fe.

Ora prima di finire anche questo a cucchiaiate è bene che io pensi a come utilizzare questa "cremina esotica"!!

lunedì 15 marzo 2010

QUANTO E' POCO FOTOGENICO...

il sedano rapa!!!

con tutti quei bitorzoli, è davvero un po' bruttino.. ma racchiude all'interno un sapore davvero "gentile"..



e dopo qualche giorno passato a scrutarlo per benino e capovolgerlo alla ricerca del lato migliore... ho pensato di trasformarlo in polpette!!

Quindi l'ho sbucciato, tagliato a pezzi e messo nella pentola a pressione cuocendolo per 8 minuti dal fischio.

L'ho scolato, e ridotto in purea cercando di eliminare l'acqua che tende ad assorbire in cottura, per ottenere un composto piuttosto consistente.

Ho aggiunto 50 grammi di pecorino grattuggiato (ma anche di più in base all'umidità del sedano), un'abbondante manciata di prezzemolo, un paio di acciughe tagliate a pezzetti.

Ho mescolato il tutto e ho formato delle polpette che ho rotolato in nella farina gialla fioretto.

Ho cotto al forno per circa mezz'ora.

Hanno un sapore molto delicato, ottime da accompagnare a cibi piuttosto saporiti.


venerdì 12 marzo 2010

99 COLOMBE



La solidarietà non conosce limiti,
questa particolare iniziativa sarà un successo, perchè insieme si possono fare grandi cose!

Grazie ad Artemisia sono venuta a conoscenza della realtà delle Sorelle Nurzia e ben volentieri partecipo alla pubblicazione il 6 aprile 2010, ad un anno esatto dal terremoto che ha colpito L'Aquila, di una ricetta con protagonista un prodotto delle Sorelle Nurzia.

Tutte le informazioni al riguardo le trovate sul blog 99 colombe

Grazie!

venerdì 5 marzo 2010

LA MIA TORTA CIOCCOLATOSA

la quasi Barozzi della cara Artemisia è stata l'ispirazione iniziale...




poi presa dal piglio ribelle che mi contraddistingue
l'ho presa, girata, stravolta e trasformata in una torta completamente diversa, seguendo l'ispirazione del momento!

150 grammi di cioccolato fondente 80% (Venezuelano)
80 grammi di zucchero di canna
100 ml di panna
2 uova
i semi di mezza bacca di vaniglia di Reunion
100 grammi di farina
1/2 bustina di lievito per dolci

ho triturato non troppo fine il cioccolato, mescolato allo zucchero, mescolato alla panna, aggiunto le 2 uova e da ultimo la farina con i semi di vaniglia estratti dalla bacca.
Il composto molto liquido l'ho versato sulla carta forno all'interno di una tortiera da 20 cm.

Ho fatto cuocere in forno già caldo a 180° per 40 minuti.
La torta si gonfia, gonfia, gonfia e raffreddandosi finisce per collassare un po' nel centro ...



ma questo è un dettaglio che passa del tutto in secondo piano nel momento in cui vi trovate nel piatto una fettina di questa sublime "realtà" e vi rendete conto che non state sognando!!!

mercoledì 3 marzo 2010

... MA I CARDI NON SONO DEI FIORI ?

i cardi non li avevo mai assaggiati prima..




... e succede che te li trovi in tavola cucinati quasi così...

buoni si, ma quella besciamella proprio non ci vorrebbe,

quindi pensa che ci ripensa...

lavati per benino e tagliati a pezzi

rinchiusi nelle pentola a pressione con un pizzico di sale - 8 minuti dal fischio -

scolati e adagiati nella teglia con un filo d'olio,

spalmati di formaggio cremoso (io Philadelphia)

cosparsi di parmigiano reggiano grattuggiato

e spolverati con lecitina di soya (ma anche no!)

messi in forno caldo per mezz'ora.


Come antipasto oppure come secondo piatto leggero.

Il sapore ricorda vagamente quello del carciofo.










lunedì 1 marzo 2010

ATTENZIONE CREANO DIPENDENZA !!!



Una sera in un ristorante son comparse sul tavolo delle scorzette d'arancia candite..
Sarà stato il colore, o lo zucchero tutt'intorno, o l'insistenza dei commensali...
vincendo ogni riserva che nutro nei confronti dei canditi (quando mangio il panettone lo rendo un groviera, per privarlo di ogni minima traccia di candito), ho chiuso gli occhi e ne ho morsa una...
una rivelazione al palato...
e soprattutto non paragonabile ai canditi industriali!

E potevo esimermi dal provarci a casa?

Giacchè le stagione delle arance sta volgendo al termine, meglio provarci in fretta.. mica si può aspettare il prossimo inverno!

Mi sono documentata in giro per la rete ed ho scoperto che il procedimento è abbastanza standard:

Sbucciare le arance, rigorosamente BIOLOGICHE e BEN LAVATE, senza preoccuparsi di togliere la parte bianca della buccia.
Tagliarle a listarelle, pesarle (il peso servirà per dosare i successivi ingredienti) e immergerle in acqua fredda.
Portare al bollore e dopo 5 minuti scolarle e gettare l'acqua.
Ripetere questa operazione per 3 volte.

Mettere in una pentola le bucce e 1 dl di acqua ogni 200 grammi di bucce.
Aggiungere 50 grammi di zucchero ogni 100 grammi di bucce, e far cuocere a fuoco vivo mescolando fino al completo assorbimento dell'acqua.

Stendere le bucce distanziate su una teglia rivestita con carta forno, e mettere in forno a 120° per circa un'ora per essicarle (facoltativo, si asciugano anche all'aria in un paio di giorni)

Si possono poi rotolare nello zucchero e conservare per due/tre mesi in un vasetto di vetro.... ma sicuramente finiscono prima!!!

venerdì 26 febbraio 2010

UNO STRUDEL DA URLO

Al di sopra delle aspettative!



Per la pasta (ricetta tratta dal Grande libro dei dolci della De Agostini)
250 grammi di farina
50 grammi di burro
5 cucchiai di acqua tiepida
1 cucchiaio di zucchero grezzo di canna
1 pizzico di sale
1 uovo

Mettere la farina a fontana e nel centro tutti gli ingredienti (il burro a tocchetti va lasciato ammorbidire) e impastare per circa 10 minuti con energia, ottenendo una palla liscia e molto elastica.
Coprirla con una ciotola riscaldata, e lasciarla riposare per circa un'ora.

Nel frattempo preparare il ripieno, e qui ognuno è libero di sbizzarrirsi... io l'ho fatto così:

2 mele
una manciata di pinoli
una manciata di uvetta passa
50 grammi di farina di mandorle
un cucchiaio di burro
il succo di 1 arancia
zucchero a piacere (io 1 cucchiaio)

Tagliare le mele a fette piuttosto sottili, mescolarle con l'uvetta e cospargerle col succo d'arancia.
Far sciogliere il burro in una padella ed aggiungere la farina di mandorle, facendola tostare.
Aggiungere poi le mele con l'uvetta, i pinoli e lo zucchero.

Stendere la pasta sopra un canovaccio infarinato (rende più facile l'arrotolamento), va ottenuta una sfoglia piuttosto sottile a forma di rettangolo di circa 40 x 60 cm.
Versare al centro il ripieno e distribuirlo lungo tutta la lunghezza.
Ripiegare al centro i bordi della pasta (precedente spennellati con olio o burro fuso), aiutandosi col canovaccio, sovrapponendoli leggermente.
Spalmare la sommità dello strudel con olio o burro fuso.
Sigillare lo strudel ai lati e infornare per circa 1 ora con forno statico a 160°.
Sfornare e spolverare di zucchero a velo.

Mangiato tiepido è da urlo!!

mercoledì 24 febbraio 2010

UN ARROSTO VEGETALE

... qualcuno mi ha fatto notare che ci sto prendendo particolarmente gusto con la cucina "vegana" e "macrobiotica"...

E' che secondo me le proteine di origine vegetale hanno un'anima gustosa, basta saperla stuzzicare... e apprezzare!



Ho affettato molto sottile la cipolla ed l'ho fatta appassire in un cucchaio di olio e.v.o. finché è diventata trasparente.

Ho aggiunto il Tofu tagliato a fettine, un pizzico di origano tritato, un pizzico di sale, e una macinatina di pepe nero.

Ho unito due patate tagliate a pezzi, che ho precedentemente sbollentato qualche minuto.

Ho infornato per mezz'ora a 180°, aggiungendo a metà cottura mezzo bicchiere di vino bianco.

domenica 21 febbraio 2010

LA SBRISOLONA



Ricordando la sbrisolona che faceva la nonna Iole...

100 grammi di mandorle tritate
200 grammi di farina di grano integrale
100 grammi di farina gialla fioretto macinata fine
1 tuorlo d'uovo
100 grammi di burro
70 grammi di zucchero di canna
1 tazzina di acqua ghiacciata (oppure grappa !!!)
qualche mandorla intera

lasciare il burro a temperatura ambiente per ammorbidirlo.
Mettere in una ciotola le farine, le mandorle tritate, lo zucchero, il tuorlo d'uovo e il burro a pezzetti. Sbriciolare tutti gli ingredienti con le mani, aggiungendo poco per volta l'acqua ghiacciata.
Versare le briciole ottenute in una teglia bassa, senza appiattire troppo per non rovinare la caratteristica principale della sbrisolona.. cioè lo sbriciolamento!!
Decorare la superficie con qualche mandorla intera e mettere in frigorifero un paio d'ore.
Infornare poi a 180° per 30 minuti.
Va mangiata fredda, non va tagliata col coltello ma rigorosamente "spezzata" con le mani!